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Tutto quello che sappiamo sul'incidente dell'H225 in Norvegia

Tutto quello che sappiamo sul'incidente dell'H225 in Norvegia

Undici vittime accertate (tra cui un italiano), due dispersi per uno dei disastri peggiori del trasporto offshore: bloccati i voli del Super Puma EC225LP in tutto il mondo

Undici morti, due dispersi, tutti gli elicotteri H225 (EC225LP) Super Puma costretti a terra in tutto il mondo. È il bilancio del venerdì nero del trasporto offshore, uno degli incidenti più gravi degli ultimi anni che ha visto drammatico protagonista un aeromobile del provider CHC Norway.

Le ricerche dei due dispersi sono state interrotte nel tardo pomeriggio di venerdì 29 aprile. A bordo dell’aeromobile erano presenti 13 persone: 11 norvegesi, un britannico e anche un cittadino italiano, che era tra i membri dell’equipaggio.

INCIDENTE SUPER PUMA IN NORVEGIA: L’ELICOTTERO

L’elicottero coinvolto nell’incidente era operato dalla CHC per conto della Statoil ed era di ritorno a Bergen dalla piattaforma Gullfaks B, a 120 km dalle coste norvegesi.

L’aeromobile è precipitato nei pressi dell’isola Turoy alle 12:00 ora locale di venerdì 29 aprile.

Il rotore principale dell’aeromobile è stato rinvenuto sulla terraferma quasi intatto, circostanza – ancora non confermata da fonti ufficiali - che farebbe pensare a una separazione in volo dell’elemento. Il resto della fusoliera è stato invece individuato in mare: le scatole nere sono state recuperate nella serata di venerdì e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Un video pubblicato dai media locali mostra gli ultimi istanti di volo del Super Puma, prima dell’esplosione avvertita da praticamente tutti i testimoni al suolo: negli ultimi dieci secondi di volo l’elicottero ha perso oltre 190 metri di quota.

Nel video: Il video dell'incidente in Norvegia

INCIDENTE EC225: I PRECEDENTI

L’AS332/H225 Super Puma era stato oggetto di una severa operazione di controllo nel 2012, a seguito di due ammaraggi nel Mare del Nord, uno dei quali effettuato da un elicottero operato dalla CHC.

Lo stesso provider era uno degli operatori che aveva fermato le operazioni con i Super Puma a seguito del secondo episodio, le cui cause sono state in seguito ricondotte a una crepa in un componente dell'albero della trasmissione, che impediva di fatto alle pompe dell’olio (quella principale e il backup) di funzionare correttamente.

Airbus Helicopters ha quindi provveduto a sviluppare e testare uno dei componenti incriminati e ha dichiarato di aver eliminato tutti i fattori che avevano causato gli ammaraggi del 2012. Nel 2013, tuttavia, alcune settimane dopo il ritorno alle operazioni sul mare degli H225 della CHC, uno degli AS332 L2 del provider si è schiantato al largo delle isole Shetland, provocando quattro morti.  

L’incidente del 2013 ha spinto la CAA britannica ad avviare una revisione della sicurezza del trasporto offshore in elicottero, che hanno condotto all’annuncio di una serie di misure progettate per aumentare la sicurezza delle operazioni nel Mare del Nord. Tra queste, è stato proibito il volo in condizioni sea state 6 ed è stata resa obbligatoria l’installazione di sistemi di galleggiamento di emergenza per tutti gli aeromobili impegnati in questo tipo di operazioni. 

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