Di Stefano Silvestre
Non si è ancora spento l’eco dell’incidente di Bergen, uno dei peggiori della storia del trasporto offshore in elicottero, che è già ora di ricordare un altro disastro. Sono infatti passati esattamente sei mesi dal disastro di Santhia, lo schianto del tiltorotor AW609 di Finmeccanica che ha portato via in un solo colpo le vite dei piloti collaudatori Pietro Venanzi e Herb Moran, due veterani tra i più stimati e rispettati dell’industria.
Di quel tragico venerdì 30 ottobre 2015 che ha distrutto le vite di due famiglie e congelato momentaneamente gli step evolutivi di un importante progetto industriale si sa ancora poco. L’ANSV ha aperto le scatole nere ed è ancora al lavoro per ricostruire la catena di eventi che ha provocato quello che appare, dalle testimonianze, come un improvviso cedimento meccanico o strutturale.
Una cosa è certa: secondo il "Rapporto informativo sull'attività svolta dall'ANSV e sulla sicurezza dell'aviazione civile in Italia per l'anno 2015" l’AW609 è esploso in volo.
INCIDENTE AW609: QUELLO CHE SAPPIAMO
Il prototipo numero 2 del convertiplano Finmeccanica AW609 (marche N609AG) era in volo da 27 minuti quando la registrazione dei dati telemetrici si è interrotta. L’aeromobile era in volo su uno spazio aereo militare chiuso e i test per quella giornata includevano le prove ad alta velocità, portate già a termine con successo dal primo esemplare di test che si trova negli Stati Uniti.
La dispersione dei rottami del tiltrotor, rintracciati su un’area di 2 km, rappresentano un ulteriore segnale di una disastrosa e improvvisa rottura in volo. L’ipotesi è rafforzata da numerosi testimoni, che hanno dichiarato di aver sentito un’esplosione, ma si tratta di una rilevazione piuttosto comune in occasione di incidenti di elicotteri o aerei.
Quel che è certo è che i detriti più voluminosi sono finiti a circa 100 metri l’uno dall’altro in un unico campo di mais. I rottami principali includono le due gondole dei motori e i rotori, mentre la fusoliera è finita ad alcuni metri di distanza: gran parte dell’impennaggio verticale è rimasta intatta, mentre lo stabilizzatore orizzontale è andato completamente distrutto nello schianto o nell’incendio successivo.
LE VITTIME: PIETRO VENANZI E HERB MORAN
Con il disastro dell'AW609 di Vercelli, AgustaWestland e l'industria aerospaziale hanno perso due grandi professionisti. Ai comandi dell'aeromobile c'era il com.te Pietro Venanzi, uno dei padri del programma AW609 (di cui era capo collaudatore) e tra i piloti sperimentali più decorati e riconosciuti del mondo. Nel 2014 aveva vinto il premio "Iven Kicheloe", proprio per il suo lavoro nel programma AW609.
Al suo fianco sull'AW609 c'era anche il com.te Herb Moran, originario degli Stati Uniti e altro pilota di grande esperienza. Per 13 anni nel Corpo dei Marines, Moran era pilota sperimentale per AgustaWestland dal 2011.
I piloti, secondo le testimonianze, sarebbero riusciti con un tentativo estremo a condurre l'aeromobile fuori dal centro abitato.
"Volava basso sulle case ed era in fiamme. Il pilota è stato bravo a portarlo fino sui campi di mais. Se fosse caduto in città, sarebbe stata una strage".
Un doppio sacrificio per evitare una tragedia più grande: forse il modo migliore per ricordare chi era ai comandi dell’AW609 in quel tragico venerdì di ottobre.
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