Finmeccanica, il Gip accoglie le richieste di AgustaWestland sul caso India

Finmeccanica, il Gip accoglie le richieste di AgustaWestland sul caso India

Archiviato definitivamente un capitolo della querelle. Il colosso anglo-italiano dovrà pagare una sanzione amministrativa. Resta aperto il procedimento a carico degli ex manager Orsi e Spagnolini

Si chiude definitivamente una parte della querelle AgustaWestland-India. Il Gip del Tribunale di Busto Arsizio (Varese), infatti, ha accolto le richieste avanzate il 25 luglio dalla controllata di Finmeccanica, applicando una sanzione pecuniaria di 80mila euro ad AgustaWestland SpA e di 300mila euro con la confisca di 7,5 milioni di euro ad AgustaWestland Ltd, la filiale inglese del gruppo.

FINMECCANICA: “LA SENTENZA È UNA PIETRA MILIARE”

A renderlo noto è la stessa Finmeccanica in un comunicato stampa. La notizia fa seguito alla decisione del 25 luglio, con cui la stessa procura di Busto Arsizio aveva disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti del gruppo industriale italiano. Il motivo, come si legge nel comunicato, era il riconoscimento dell’”estraneità dell’azienda ai fatti contestati” e l’adozione di un modello di organizzazione idoneo “a prevenire reati della stessa specie di quello contestato”.

Il giudice di Busto Arsizio, dunque, ha ratificato ieri le richieste di AgustaWestland SpA e della sua filiale inglese AgustaWestland Ltd. “Si tratta di una pietra miliare di grande rilevanza, anche nell'ottica della positiva soluzione della medesima vicenda in altri Paesi europei ed extra-europei – ha sottolineato Finmeccanica nella sua nota -. La sentenza pone inoltre le condizioni per rafforzare ulteriormente la focalizzazione di AgustaWestland sulle proprie attività di impresa, così da consentirle di cogliere tutte le potenzialità del mercato elicotteristico mondiale del quale l'azienda è già uno degli indiscussi leader".

LE TAPPE DELLA VICENDA

Il caso AgustaWestland-India è scoppiato nell’aprile 2012, quando Finmeccanica era stata accusata di aver concluso accordi illeciti con i pubblici ufficiali indiani per aggiudicarsi, nel 2010, l’appalto per la fornitura di 12 elicotteri AW101 al Governo di Nuova Delhi. Una circostanza che, però, l’azienda anglo-italiana ha sempre negato. La commessa, quantificata in circa 560 milioni di euro, era finalizzata all’acquisizione di elicotteri per il trasporto passeggeri. Ad oggi, tre elicotteri sono già stati consegnati alle forze armate indiane.

Da quel momento è partita una lunga disputa giudiziaria. Le ultime tappe sono state prima la richiesta dell’India di incassare le garanzie bancarie per 278 milioni di euro da Finmeccanica, relativamente alla cancellazione dell’ordine. Poi, la decisione del Tribunale di Milano di bloccare il pagamento, salvo poi accogliere parzialmente il ricorso di Nuova Delhi.

A rimanere aperto, ora, è procedimento parallelo a carico degli ex manager Orsi e Spagnolini, indagati per corruzione internazionale. Le richieste del pm di Busto Arsizio, arrivate all’inizio di luglio, sono state di sei anni di reclusione per il primo e di cinque per il secondo. La sentenza di primo grado è prevista il prossimo 9 ottobre, dopo la fine delle arringhe difensive.

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