Il modello Elisoccorso Lombardia a REMOTE International HEMS Meeting 2018

Il modello Elisoccorso Lombardia a REMOTE International HEMS Meeting 2018

In vista dell'appuntamento di sabato 1 e domenica 2 dicembre a Vergiate, abbiamo raggiunto il Direttore Generale dell'AREU, Alberto Zoli, per capire quali direzioni prenderà il futuro dell'HEMS

Quasi un milione di interventi di soccorso l’anno per circa 10 milioni di cittadini serviti. Centinaia di mezzi di soccorso. Una flotta di elicotteri HEMS tra le più avanzate e moderne. Migliaia tra volontari e dipendenti delle Associazioni. Sono alcuni dei fiori all’occhiello del sistema di emergenza della Lombardia, tra i più all’avanguardia d’Europa e pioniere nel debutto di alcune delle più recenti innovazioni anche in tema di Elisoccorso.

Oltre a essere stata promotrice – tra le prime regioni sul suolo nazionale - dell’avvio delle operazioni HEMS H24, la Lombardia è stata la culla di iniziative come il Numero Unico di Emergenza 112. Un’esperienza, quella dell’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU), che ha pochi rivali in Europa in termini di innovazione e gestione del territorio: per questo sarà uno dei punti cardine del congresso REMOTE International HEMS Meeting 2018, non a caso organizzato sul territorio lombardo.

In vista dell’appuntamento di sabato 1 e domenica 2 dicembre a Vergiate, abbiamo raggiunto il Direttore Generale dell'AREU, Alberto Zoli, per capire quali direzioni potrà prendere l’Elisoccorso del futuro.

L'HEMS Lombardo può essere definito un modello virtuoso in Europa. Quali sono i punti di forza del servizio?

Direi senza dubbio la possibilità di operare H24 con una rete di emergenza capillare e flessibile ma soprattutto integrata con i mezzi di soccorso su gomma. Il sistema di Elisoccorso della Lombardia si è adeguato alle normative europee e ha avviato un servizio che non prevede discontinuità tra le operazioni diurne e notturne. In questo modo, l’HEMS non assume più alcuna connotazione di mero trasporto sanitario o addirittura di trasporto secondario: in realtà è un servizio di eliambulanza nel senso più pieno del termine.

Quali evoluzioni vi aspettate dall'industria degli elicotteri e dalle sue sinergie con il panorama sanitario?

L’auspicio è che l’industria elicotteristica recepisca con attenzione e sollecitudine le necessità di chi opera in ambiente sanitario. Per questo è necessaria un’evoluzione dei modelli attualmente a disposizione dei servizi HEMS nell’ottica di un aumento della capienza degli aeromobili, dell’ergonomia e della sicurezza per gli equipaggi sanitari.

È il tema dell’evoluzione dei kit sanitari di bordo.

Piuttosto, è il tema del raffinamento della definizione stessa di eliambulanza, di cosa è necessario a bordo, di quali sono le mansioni e i ruoli degli equipaggi. Più si definiscono e si precisano questi aspetti, più ci si avvicina all’obiettivo di un sistema di elisoccorso appropriato ed efficiente per i pazienti.

REMOTE International HEMS Meeting 2018 sarà ospitato a Vergiate, a "casa" di una delle eccellenze produttive internazionali. Sarà questa l’occasione per discutere del tema?

È importante che uno dei principali produttori mondiali abbia scelto di ospitare l’evento ed è importante che in questa sede vengano definite le sinergie che permetteranno ai produttori di recepire indirizzi precisi sull’evoluzione degli elicotteri per un servizio di elisoccorso sempre più adeguato. Osservando oltre i nostri confini, seppure in esempi ben più limitati sul piano della popolazione servita e dell’estensione del territorio, ci accorgiamo che l’incontro tra le diverse comunità che compongono l’Elisoccorso ha prodotto risultati ragguardevoli sul profilo dell’efficienza delle missioni HEMS in diverse regioni d’Europa.

Le nuove linee guida dell'Elisoccorso sono in fase avanzata di elaborazione da parte della SIAARTI. Che tipo di impatto potrà avere l'adozione di nuovi standard condivisi, sia su base regionale che nazionale?

L’interesse per questa iniziativa è elevato ed è in linea con il modus operandi dell’AREU. Sul piano regionale, almeno per quanto riguarda la nostra area di riferimento, possiamo dire di aver raggiunto un livello di efficienza operativa omogeneo. Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Trento e Bolzano fanno già massa critica in questo senso: abbiamo livelli operativi assimilabili, ci muoviamo in sinergia e copriamo il territorio con capillarità e alti livelli di cooperazione. È importante che tutto il Paese disponga di un servizio HEMS che assicuri da un lato gli stessi valori in termini di sicurezza per il personale,  e dall’altro alti livelli di qualità e professionalità per i pazienti.

C’è infine il tema dell’appropriatezza dell’uso degli elicotteri.

Crediamo che l’appropriatezza consista nell’uso intensivo dell’elicottero. Le dinamiche di impiego odierne impongono ovviamente che l’HEMS non sia attivato per gli ambienti urbani, ma sul piano degli interventi in ambienti ostili, nelle aree montane, pedemontane e rurali gli elicotteri fanno la differenza. Con l’elicottero anzitutto si recupera tempo prezioso per la medicalizzazione  dei pazienti: ed è in quest’ottica che la distanza dall’ospedale assume una valenza relativa. Se l’ospedale scelto per il trattamento è quello giusto, le chance di sopravvivenza aumentano a prescindere dal luogo dell’intervento. La stabilizzazione per il trasporto e soprattutto la centralizzazione del paziente nei casi di patologie tempo-dipendenti verso gli ospedali HUB sono i due elementi che fanno realmente la differenza.