Il decalogo dell'Elisoccorso del Futuro

Il decalogo dell'Elisoccorso del Futuro

L'Italia ha un buon sistema HEMS. Ma può essere il migliore in termini di standard, addestramento, formazione, prospettive, tecnologie e modelli: le nostre considerazioni

Helipress, dall'anno della sua nascita ad oggi, ha sempre aperto la stagione con indicazioni di prospettive e trend per l'industria elicotteristica mondiale, osservando i 12 mesi a venire.

Quest'anno abbiamo dovuto e voluto dedicare i nostri approfondimenti di inizio 2018 a un tema vitale dell'industria stessa: l'Elisoccorso. Complice una ricorrenza che non avremmo desiderato celebrare, quella dell'incidente dello scorso anno in Abruzzo. Le parole di chi ha conosciuto le vittime sono e resteranno stampate come punto di partenza per una riflessione  che deve occupare un intero comparto.

È tempo di concentrarsi su quello che dovrà essere l'Elisoccorso del futuro. Del futuro immediato.

Proviamo a mettere in fila alcune considerazioni.

1. I Codici verdi forse non dovrebbero far alzare in volo un elicottero, soprattutto in condizioni meteo e ambientali critiche. Prima gli uomini da soccorrere e prima gli uomini e le donne che volano. (Sappiamo bene che un Codice verde in ambiente impervio cessa di essere una non-emergenza clinica e diviene un emergenza SAR. In questo senso la capacita nell'uso del verricello risolve problematiche sia SAR che HEMS e rappresenta una porzione di futuro già presente in Italia. Anche su questo occorre aprire una riflessione, magari accompagnata dalla prospettiva di utilizzo di elicotteri monomotore per HEMS qui in Europa). Andiamo dicendo da troppo tempo che l'industria degli elicotteri è stata per troppo tempo concentrata a guardare il proprio ombelico, quello delle macchine. Le macchine servono agli uomini. Il sistema PBN va potenziato in fretta e così le elisuperfici attrezzate. Qualcosa si sta muovendo, ma occorre la consapevolezza che non è sufficiente quel che fin qui è stato fatto.

2. Per le grandi emergenze occorre una flotta dedicata di Elicotteri che rispondano con prontezza operativa lungo tutto il paese a fianco delle flotte delle Forze Armate e dell'Elisoccorso regionale.

3. Su queste pagine Franco Marinangeli ha detto che l'Elisoccorso deve diventare un Livello Essenziale di Assistenza, un LEA. Ovvero uno standard necessario per ogni Regione italiana e per lo Stato nel suo complesso. Gli Standard non servono a riempire documenti e a generare burocrazia, ma a far fare passi avanti a un sistema nel suo complesso. A farlo procedere in maniera uniforme. A far sì che i cittadini possano essere soccorsi da Nord a Sud, da Est a Ovest nello stesso modo.

4. Esiste una cosa che si chiama Sistema Nazionale delle Linee Guida, istituito in Italia con un Decreto Ministeriale del 2004 e riordinato con una legge dello scorso anno. Cosa aspetta il sistema a scrivere le Linee Guida dell'Elisoccorso? Perché non è stato ancora fatto? Si tratta di standard nazionali che devono essere scritti dalle società scientifiche.

5. Bene farebbe la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ad aprire un dossier Elisoccorso e a far partire una campagna di ascolto. Che parta da chi le vite le salva: i medici e le società scientifiche su tutti. Poi un breve e intenso calendario di audizioni: i piloti, i direttori generali delle Aziende di soccorso, gli operatori del Soccorso alpino, gli operatori, gli Enti di sicurezza e di controllo del volo e infine le aziende produttrici. Troppo tempo è passato da quando chiedevamo un tavolo nazionale per l'Elisoccorso, tavolo mai aperto. Il tempo passa, le domande restano. 

6. Altrettanto necessario è che le Regioni che non dispongono di un servizio di Elisoccorso degno di questo nome provvedano. Provvedano subito. Altrimenti è come ammettere che esistano Regioni nel nostro paese che non hanno un Pronto Soccorso.

7. Occorre una riflessione severa dedicata alla flotta dell'Elisoccorso. Lo abbiamo già scritto, più aumenteranno i dispositivi di telemedicina, più l'assistenza sarà innovativa, più gli elicotteri diventeranno efficienti, più ci sarà bisogno di questo tipo di soccorso. Salvare una persona in codice rosso nel cosiddetto "golden period" equivale a far risparmiare molto alla comunità, in termini di sofferenze e vite umane e di risorse economiche impiegate.

8. L'Italia ha un buon Elisoccorso. Ma che sia buono non significa che non possa essere migliore. In termino di standard, addestramento, formazione, prospettive, tecnologie e modelli.

9. Chi produce elicotteri farebbe bene ad assumere medici. Ad assumerli in fretta. Servono medici per disegnare gli elicotteri del futuro. I due grandi costruttori europei sono sulla buona strada, dispongono di ottime macchine. Ma occorre pensare al futuro, un futuro che si srotola in fretta. Cominciando a capovolgere il meccanismo con cui si progettano gli elicotteri. Abbiamo scritto un lungo speciale su quali sono le prospettive dell'Elisoccorso. Negli Ospedali statunitensi già esistono container che contengono ospedali pronti per essere caricati su treni e autotreni. Perché non possono farlo i grandi  elicotteri? E perché gli stessi elicotteri di grandi dimensioni non possono diventare sempre di più ospedali volanti? Nelle grandi praterie dell'Australia esistono i "flying doctors", cominciamo a immaginare i "flying hospital".

10. Una sanità che funziona è una sanità di prossimità. Che assiste le persone dove le persone hanno bisogno. E una sanità che funziona lo fa nel modo in cui il sistema è più efficiente nella cura delle persone stesse. Se cominciassimo a spiegare questo alle comunità l'industria e gli operatori del soccorso farebbero un passo avanti importante.

Helipress

FOTO COPERTINA: DENIS COSTA

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