Orsi e Spagnolini assolti per lo scandalo AgustaWestland-India

Orsi e Spagnolini assolti per lo scandalo AgustaWestland-India

I giudici hanno assolto gli imputati "perché non vi è prova sufficiente che i fatti sussistano". Il processo con l'accusa di corruzione internazionale per la maxi commessa di 12 AW101

Si chiude definitivamente con una doppia assoluzione la vicenda dello scandalo AgustaWestland-India. Il processo-bis di Appello (ordinato dalla Cassazione nel 2016) si è chiuso con l’assoluzione dell’ex amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi (in precedenza condannato a 4 anni e mezzo), e dell’ex ad di AgustaWestland, Bruno Spagnolini (4 anni).

La Suprema Corte aveva annullato le condanne nel primo Appello.

Il processo-bis si è svolto sempre sul tema delle presunte tangenti che avrebbero supportato nel 2012 la fornitura italiana all’India di 12 elicotteri AgustaWestland AW101 (allora sotto il brand Finmeccanica prima dell’arrivo di Leonardo) per un valore complessivo di 560 milioni di euro. I giudici milanesi hanno assolto sia Orsi sia Spagnolini con la formula “perché non c’è prova sufficiente che i fatti siano sussistenti”.

FINMECCANICA-INDIA: LE TAPPE DELLA VICENDA

Il caso AgustaWestland-India è scoppiato nell’aprile 2012, quando Finmeccanica è stata accusata di aver concluso accordi illeciti con i pubblici ufficiali indiani per aggiudicarsi, nel 2010, l’appalto per la fornitura di 12 elicotteri AW101 in configurazione VVIP al Governo di Nuova Delhi.

La commessa, quantificata in circa 560 milioni di euro, era finalizzata all’acquisizione di elicotteri per il trasporto passeggeri. Ad oggi, tre elicotteri sono già stati consegnati alle forze armate indiane.

Da quel momento è partita una lunga disputa giudiziaria. Le ultime tappe sono state prima la richiesta dell’India di incassare garanzie bancarie per 278 milioni di euro da Finmeccanica, relativamente alla cancellazione dell’ordine.

Poi, la decisione del Tribunale di Milano di bloccare il pagamento, salvo poi accogliere parzialmente il ricorso di Nuova Delhi. A fine luglio, la Procura della Repubblica di Busto Arsizio ha sancito l'archiviazione del procedimento nei confronti di Finmeccanica, lasciando in piedi quello contro i suoi manager.