Elisoccorso notturno: il modello Brescia

Elisoccorso notturno: il modello Brescia

Da alcune settimane, l'elicottero Airbus H145 Horus 2 è il secondo in Lombardia a volare anche di notte. Ne abbiamo parlato con il Responsabile della base HEMS di Brescia, la dott.ssa Giovanna Perone

di Stefano Silvestre

C’è un “Falco” in più nei cieli della Lombardia. E ora vola anche di notte.

Stiamo parlando di “Horus 2”, callsign dell’elicottero Airbus Helicopters H145 (I-BRXA) in dotazione all’Elisoccorso di Brescia, ormai entrato da alcune settimane nel pieno delle attività di volo in notturna.

Chi segue Helipress saprà già che l’aeromobile di Brescia – gestito da Babcock Italia per conto dell’AREU Lombardia - è il secondo in linea temporale, dopo quello di Como, ad aver attivato il servizio HEMS H24 a seguito della mini rivoluzione che ha proiettato la Regione nel futuro dei servizi di emergenza in elicottero.

La base di Brescia è stata anche uno dei poli strategici evolutivi dell’H145. Nella sede HEMS si sono infatti avvicendati tutti i predecessori del più recente bimotore di casa Airbus, dal BK117 C1 di inizio anni ’90 al modello C2, fino all’ultimo nato, prima del rebranding noto come EC145 T2.

Per capire quali risvolti presenta per i pazienti l’attivazione del servizio di Elisoccorso notturno a Brescia e come l’H145 abbia svolto un ruolo decisivo in questo cambio di passo, abbiamo parlato con il Responsabile  della base HEMS di Brescia, la dottoressa Giovanna Perone.

ELISOCCORSO BRESCIA: CON IL NOTTURNO +30% INTERVENTI

Il servizio è stato attivato ad aprile 2017 dopo una sperimentazione di quattro mesi, portata avanti dal 13 giugno al 31 ottobre 2016 senza l’ausilio dei visori notturni.

“Dal 15 aprile 2017 l’equipaggio notturno di Horus 2 è operativo anche NVG – spiega a Helipress la dott.ssa Perone -. È un vantaggio non da poco per motivi facilmente intuibili, ma nell’ambito di un sistema collaudato e ben ramificato come quello lombardo, poter operare in notturna si traduce in un aumento dei pazienti raggiungibili. Non abbiamo ancora stime precise, ma durante la sperimentazione abbiamo avuto modo di riscontrare un aumento del 30 per cento degli interventi (nel 2015, a Brescia sono state oltre 1.000 le operazioni HEMS effettuate su base annua, ndr).

Le operazioni in notturna sono un importante add-on per una base che si trova in un contesto geografico strategico. Il territorio è caratterizzato da strade ad alta percorrenza (il 55% degli interventi effettuati è rivolto a incidenti stradali), mentre un quarto dei decolli del Falco sono statisticamente riconducibili a interventi in montagna.

“Copriamo la Lombardia orientale nelle ore notturne, di giorno raggiungiamo anche il gruppo dell’Adamello, già da solo è una bella palestra – sottolinea la dott.ssa Perone -. L’alto Garda non presenta vette elevatissime ma parliamo comunque di creste e salti di rocce importanti. Qui c’è una varietà orografica incredibile, operiamo mediamente dai 1.600 ai 2.400 metri, a volte saliamo a quota 3.000. Nonostante la natura impervia, si è dimostrato un territorio ideale per l’H145”.

Nel video: Il debutto in Italia dell'elicottero H145 HEMS

AIRBUS H145: UNA SALA OPERATORIA VOLANTE

L’evoluzione tecnologica dell’H145, come detto, è passata anche per Brescia. Nonostante la silhouette dai caratteri conservativi possa ingannare i non addetti ai lavori, chi ha lavorato a bordo dei suoi predecessori, ha bene a mente quanto il 145 sia una macchina completamente nuova.

“L’H145 è una macchina più spaziosa, basta salire a bordo una volta per capire come il BK117 sia considerevolmente meno capiente. L’ergonomia è massima, gli spostamenti in cabina sono rapidi e efficaci, la visibilità è migliorata – conclude la dott.ssa Perone -.  L’evoluzione della cabina dell’elicottero (realizzata dal Mecaer Aviation Group, ndr) è stata curata attraverso i feedback della comunità medica e si nota immediatamente. Riusciamo a gestire le vie aeree e, se necessario, a intubare il paziente in cabina, mentre per quanto riguarda le manovre di rianimazione cardiopolmonare, lo spazio a bordo permette una buona interscambiabilità dei ruoli e un’area di manovra naturale, proprio come in una sala operatoria dalle dimensioni contenute. Il futuro dell’Elisoccorso è complicato da prevedere. Quel che è certo è che non potrà prescindere dalla collaborazione tra costruttori e comunità medica”. 

FOTO COPERTINA: Gilles PACCALET

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Helipress iscriviti alla nostra newsletter