L'importanza di essere social

L'importanza di essere social

Vertical Magazine ha sottolineato su Instagram l'importanza dei social media per gli elicotteri. Ecco perché deve essere una svolta per tutta l'industria

di RotorZ

Tra le scrivanie della redazione di Helipress ripetiamo da anni una sorta di mantra. Dalla nostra nascita, nel 2014. Oggi è diventato un motto per chiunque lavori, collabori o si avvicini al nostro mondo: i social media sono un patrimonio comune e sono uno spazio sociale fondamentale per qualsiasi business, si parli o no di elicotteri.

(Tanto da sembrare un'affermazione superflua per chi si occupa professionalmente di comunicazione).

In questo senso, noi abbiamo sempre pensato a Helipress Magazine come all’Arcadia, il vascello pirata di Capitan Harlock. Un popolare (per alcuni addirittura sovversivo) cartone animato giapponese degli anni ’70, che parla di un corsaro dello spazio che attraversa le galassie per difendere le proprie idee dai totalitarismi, soprattutto quelli di pensiero. 

Capitan Harlock è un guerriero romantico, che combatte una guerra che non può vincere.

Una bella favola per bambini e adulti.

Ora, il fatto stesso l’importanza dei social media per l’industria degli elicotteri sia arrivata, finalmente, anche all’attenzione della corazzata Vertical Magazine, rafforza le nostre convinzioni e offre uno spunto di riflessione in più.

Vertical Magazine, che peraltro sui social vive e prospera davvero bene, ha lasciato a un post su Instagram una scelta audace, un'epifania: la scoperta dell’importanza dei social media per tutta l’industria degli elicotteri, produttori e operatori compresi:

Un pensiero stupendo, direbbe qualcuno. Un’osservazione naive (certo per il 2017) penserebbe qualche maligno.

La verità è che il nuovo modo di concepire l’industria degli elicotteri deve necessariamente valutare la presenza dei brand sui social media.

Non è un fatto di mera presenza online, di CRM o di reputazione: è semmai una questione di come l’industria stessa si rappresenta al mondo.

Esserci non sarà forse decisivo per il business.

Non esserci e parlarne come una scelta consapevole, è un autogol che nessuno può più permettersi.

Non è questione di prestigio.

Basta chiedersi perché Bugatti, che vende una manciata di hypercar da un milione di euro (a pezzo) ogni anno, ha scelto di esserci.

Basta chiedersi come mai Saint Laurent ha 2,5 milioni di follower.

Basta chiedersi perché Airbus Helicopters ha oggi il canale Facebook più popolato dell’industria.

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