Gian Piero Cutillo e l'agenda di Leonardo Elicotteri

Gian Piero Cutillo e l'agenda di Leonardo Elicotteri

Il manager reatino dovrà giocarsi una partita essenziale nei rapporti con piazza Monte Grappa: le sfide che lo attendono nei prossimi mesi

Gian Piero Cutillo è il nuovo responsabile della divisione elicotteri di Leonardo. Insomma è il nuovo capo della vecchia AgustaWestland. Prende il posto di Daniele Romiti che lascia dopo cinque anni densi e problematici.

Cutillo entra quando la crisi dell'Oil and Gas ha già espresso tutta la sua potenza sull'industria elicotteristica mondiale, e sui conti di Leonardo Helicopters in particolare, cambiando alla radice un mercato, le sue difficili prospettive di crescita e lasciando sul terreno posti di lavoro e centinaia milioni di euro e dollari.

All'appello mancano oltre 800 milioni di euro (parliamo di ricavi) simbolicamente rappresentati dai teloni che servono a coprire elicotteri fermi e impolverati negli hangar, teloni presentati alla penultima edizione di una fiera di settore. Unico vero ritrovato per un'industria in crisi di identità.

Cutillo ha una sfida complicata di fronte a sé. La prima, la più intricata in ordine logico e cronologico, è quella di succedere a un uomo di prodotto, un ingegnere aeronautico che conosce alla perfezione elicotteri e progetti di elicotteri, di cui sa illustrare caratteristiche, pregi, difetti. A scorrere il curriculum di Cutillo si capisce la formazione economica di chi ha gestito processi e ha avuto sotto di sé pianificazione e controllo di gestione, prima del prodotto, deve aver contato e non poco nella scelta da parte di Alessandro Profumo. D'altronde il nuovo dominus di Leonardo viene dall'universo bancario e con un uomo di numeri si può intendere meglio.

I due parlano, detta in termini un po' brutali, la stessa lingua.

E il mandato che Profumo può aver affidato a Cutillo è di ripartire proprio dai conti. Di sovrintendere alla rilancio sul mercato del costruttore italiano di elicotteri con un occhio privilegiato ai flussi di cassa, agli ordini, ai pagamenti, agli sconti. A quel punto si potrà tornare a parlare di modelli, piattaforme e innovazione di prodotto.

Altra ipotesi - invece - ancora più complicata e piuttosto azzardata, ma non impossibile. E che cioè il mandato abbia una delega taciuta e strategica: quella di capire il reale valore di AgustaWestland da presentare all'esterno. Un uomo esperto di conti, chi ha gestito l'Amministrazione, Finanza e Controllo della ex Finmeccanica negli ultimi 6 anni, potrebbe essere la persone più adatta a compiere una mega "due diligence" interna. Operazione che potrebbe preludere a fusioni, acquisizioni, accordi strategici con altri produttori europei. Magari nel quadro di un rinnovato ottimismo che filtra in queste ora sulla partita STX-Fincantieri, tra Italia e Francia, con i cantieri di Saint-Nazaire apparentemente diretti verso il controllo italiano.

Dunque, l'altra sfida complicata di Gian Piero Cutillo è quella di non essere considerato un amministratore di transizione. Un uomo che dispone di un mandato preciso, circoscritto, importante, tuttavia a termine.

Il manager reatino dovrà giocarsi una partita essenziale nel rapporto con piazza Monte Grappa, con i suoi ex colleghi della ex controllante, e fornire argomenti precisi per restare in sella. La verità è che questa tesi, che circola con insistenza nei corridoi di Leonardo Helicopters, non ha alcuna ragion d'essere. Alessandro Profumo ha sempre ribadito la centralità degli elicotteri per Leonardo e adesso avrà finalmente alla guida degli elicotteri uno dei manager con cui da subito ha cominciato a lavorare, appena insediatosi a Roma, per esplorare e memorizzare le sterminate praterie industriali della ex Finmeccanica.

E la nomina di Cutillo va a braccetto con quella di Lorenzo Mariani alla nuova mega divisione commerciale centrale. Se così fosse si può immaginare che le vendite funzioneranno da driver nei confronti di chi pensa e progetta le macchine, comprese quelle ad ala rotante. E che gli elicotteri saranno costruiti pensando ai bisogni del mercato, alle prospettive dei segmenti e di chi utilizzerà le macchine, con l'obiettivo di essere venduti. Sembra banale ma non lo è (basti pensare al destino, anzi ai molteplici destini designati del Bell 525 Relentless).    

Infine su una cosa Cutillo potrà segnare un cambio di passo importante, ovvero sulla modernizzazione della comunicazione di Leonardo Helicopters. Troppo tradizionale per uno che lavorava nel digitale nella mitica Texas Instruments, nei primi anni '90. Il web sembra essere oggi fuori dai radar di Vergiate.

Airbus Helicopters ha 167mila follower su Facebook, Leonardo Helicopters nemmeno una pagina. Due miliardi di persone abitano Facebook, e non c'è stato nemmeno un emulo di Steve Jobs che abbia pensato che se quasi mezzo pianeta sta lì forse era il caso di farci sbarcare anche il costruttore italiano di elicotteri.

(Alla classica obiezione che su Facebook non si vendono macchine volanti, dopo Airbus Helicopters facciamo sommessamente notare che anche Boeing è presente con oltre un milione di like).

Insomma la comunicazione potrebbe facilmente essere uno dei primi ambiti in cui Cutillo potrebbe incidere, e da subito.

nz. 

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