Perché l'affare Turchia - Pakistan per i T129 Atak è così importante

Perché l'affare Turchia - Pakistan per i T129 Atak è così importante

La versione turca dell'AgustaWestland A129 Mangusta piace a Islamabad, che sarebbe pronta a piazzare una commessa da 2 miliardi di dollari: le nostre valutazioni

Si legge elicotteri e si traduce politica.

Negli anni sarà sempre meno lo spazio per chi pensa alle caratteristiche tecniche delle macchine ad ala rotante, per chi mostra agli autorevoli manager in visita nelle fabbriche motori e trasmissioni, e sempre meno sarà lo spazio per chi pensa che l'ingegneria aeronautica venga prima della politica e della diplomazia.

È crudo dirlo, è brutto dirlo, ma è la verità.

Ecco perché è necessaria una breve nota a commento della notizia di un interesse da parte del Pakistan alla vendita di elicotteri T129 Atak, la versione dell’AgustaWestland A129 Mangusta costruita dalla Turchia su licenza.

Non vogliamo essere ripetitivi ma l'accordo - se dovesse perfezionarsi - rafforza la tesi su cui Helipress batte da anni e che cioè l'industria aeronautica e quella elicotteristica in particolare, e quella militare su tutte, hanno uno stretto legame con la politica estera.

In questo momento un asse tra due paesi islamici come Turchia e Pakistan è un asse politico. Di due grandi (ex) democrazie che guardano con sospetto agli Stati Uniti ma che non possono allontanarsi troppo da Washington.

Rapporti tesi, ma rapporti. Relazioni pericolose, ma relazioni.

L'accordo per i Mangusta turchi si gioca su uno scacchiere delicato. In cui la guerra in Siria, le frizioni con l'Iran, la presenza dell'Isis, l'embargo ai danni del Qatar e la partita - mai sopita - tra sciiti e sunniti, agitano un'area vasta e ricca di tensioni e risorse.

Vedremo quale sarà la reazione degli Stati Uniti, se ci sarà, e vedremo come reagirà l'industria americana della difesa al progetto di una macchina nata in Italia, ma poi sviluppata e ammodernata dai turchi. Per la precisione dalla TAI, azienda di Stato che gestirà una commessa da potenziali 2 miliardi di dollari.

Il tutto potrà perfezionarsi solo se ci sarà una specie di nulla osta da parte di Trump, perché i motori degli Atak sono costruiti dall’inglese Rolls Royce ma anche dall’americana Honeywell.   

Ricordiamo che quelle turche sono le seconde forze armate della Nato dopo gli USA, con oltre 600mila effettivi. E il Pakistan, dotato di armamenti nucleari, ha oltre 550 mila attivi nel solo esercito. Insomma un dossier importante, quanto meno per i risvolti di relazioni internazionali.

E un contratto mostruoso per un'industria - che all’Airshow di Parigi è apparsa sonnacchiosa - che smuove la componente militare.

Di sicuro Turchia e Pakistan hanno portato a termine un lungo negoziato. Una grande partita diplomatica con risvolti militari importanti.

Meno turbine e più ambasciatori. È la dura legge di questa fase storica.  

nz

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