Passione Spotter: Fabio Sorce

Passione Spotter: Fabio Sorce

Abbiamo parlato con il fondatore di Roma Spotters, una delle associazioni in più rapida evoluzione oggi principalmente attiva nell'area dell'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma- Fiumicino

C’era una volta lo spotter seduto sul cofano dell’auto, in attesa dell’ultimo gigante del cielo cieli da immortalare. Fotografie per passione, dettagli da amatore, livree da incorniciare e commentare con i colleghi.

C’era una volta ed è ancora così, per fortuna.

Con la differenza che oggi quella community si è estesa, si è evoluta ed è passata dal passaparola alle pagine Facebook. Si tratta di punti di ritrovo e bacheche fotografiche che contano migliaia di appassionati e che, dettaglio ancora più importante, hanno accorciato di anni luce la distanza tra il pubblico e il mondo aeronautico.

Gli spotter sono ormai una delle comunità di nicchia più apprezzate dall’informazione aeronautica e dagli appassionati: sono i testimoni dell’attività di alcuni degli aeroporti più trafficati del mondo, utilizzano tecniche e tecnologie spesso all’avanguardia.

Si informano e fanno informazione.

Abbiamo parlato con il fondatore di Roma Spotters, una delle associazioni culturali in più rapida evoluzione, oggi principalmente attiva nell’area dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma- Fiumicino.

Nella fotogallery: Passione Spotter: Fabio Sorce

  • Foto n. 1
  • Foto n. 2
  • Foto n. 3
  • Foto n. 4
  • Foto n. 5
  • Foto n. 6
  • Foto n. 7
  • Foto n. 8
  • Foto n. 9
  • Foto n. 10

Fabio iniziamo da te: quanti anni hai, cosa fai e cosa ti piace?

Mi chiamo Fabio Sorce ho 38 anni, sono sposato con Monica ed ho due bambine, Nicole e Michelle. Nella vita di tutti i giorni sono un libero professionista titolare di uno studio che si occupa di Contabilità e Paghe per le aziende. La mia passione più grande è il mondo dell'aviazione in ogni sua forma, ma anche la fotografia, la cucina, i vini e lo sport soprattutto calcio e Padel.

E sei uno spotter.

Gli Spotters sono considerati degli amatori, ma di fatto nel loro settore sono dei veri e propri professionisti. Oltre al lato puramente tecnico legato alla fotografia, riescono in modo del tutto naturale ad applicare le proprie conoscenze in quello che fanno, curando ogni particolare come valutare la direzione e l'intensità della luce o le informazioni meteo, conoscere ogni modello di aereo o elicottero, la loro dimensione, i loro movimenti in aria e a terra. Questo fa si che la foto scattata è un mix di perfezione, cura e dedizione che non troviamo altrove. Ecco perché molte aziende aeronautiche stanno guardando al mondo dello Spotting sempre più con interesse più come una risorsa da sfruttare che un fenomeno fine a se stesso.

Facebook è ormai una seconda patria per gli spotter.

Ma la prima resta la più efficace: in Italia abbiamo realtà davvero ben definite e molto attive riconducibili ai maggiori aeroporti. Ci sono associazioni come quella di Roma, Milano, Verona, Bologna, Toscana, Bergamo, Torino, Palermo, Bari, Venezia che creano su diversi vari canali internet, tra cui Facebook, una fitta rete di interscambio e condivisione di notizie, foto e video senza eguali.

Come è nata la pagina Roma Spotters?

Roma Spotters nasce nell'Ottobre 2009 da un gruppo di appassionati dell'aviazione e fotografia. Fino a quel momento non c'era una associazione che poteva riunire tutti gli appassionati sotto un'unica bandiera ma gruppi sparsi spesso molto disomogenei. La nostra forza è senza dubbio il gruppo, ci conosciamo e frequentiamo periodicamente sia sui social network che nei pressi del nostro aeroporto di riferimento ovvero Roma Fiumicino.

Fotografare aerei e elicotteri è anche un modo utilizzato dagli appassionati per diffondere cultura e conoscenza aeronautica. È anche il vostro obiettivo?

Il nostro obiettivo è proprio quello di sensibilizzare le istituzioni sul tema legato alla cultura aeronautica, far riconoscere il ruolo dello Spotting anche riguardo la sicurezza aeroportuale come avviene già in altri paesi come Olanda e Inghilterra, dove lo spotter collabora attivamente con le forze dell'ordine e in alcuni casi diventa parte integrante del sistema aeroportuale come entità che vive e fruisce di tutti i servizi ad esso collegato. Avviene già in molti aeroporti europei, basta apprezzare le terrazze e strutture pensate e aperte al pubblico a Zurigo, Amsterdam, Monaco, Dusseldorf, Innsbruck, Francoforte, Berlino, Barcellona, Katowice.

Quale sarà il passo successivo?

L'obiettivo principale è senza dubbio diventare parte integrante del sistema aeroportuale, ma per fare questo è necessario l'apporto di tutti gli appassionati italiani, ecco perché sogno un giorno di poter dare vita ad un unico gruppo denominato "Italian Spotters" dove far confluire tutta la passione e le energie di noi tutti.

Ultima domanda: hai un aeromobile preferito?

Amo tutte le macchine volanti, perché sanno far meravigliare grandi e bambini, sfruttando le leggi della fisica con gli occhi sempre all'insù rivolti verso il cielo.

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Helipress iscriviti alla nostra newsletter