Spotter per passione: Marco Garavini

Spotter per passione: Marco Garavini

Marco Garavini è uno degli spotter italiani più seguiti. Il suo soggetto prediletto sono i velivoli ad ala fissa, ma gli elicotteri restano un sogno dai contorni ben delineati

All photos are taken by me. È una frase piuttosto comune per gli affiliati alla comunità degli spotter (e non solo) su Instagram. Per Marco Garavini è però qualcosa di più di un semplice disclaimer o un modo di rendere più personali i propri sforzi: è il mezzo con il quale comunica una passione che nasce da lontano, negli anni in cui immortalare da vicino un velivolo era una questione di conoscenza del settore e rapporti umani più che una articolata tematica di sicurezza aeroportuale. 

Oggi Marco Garavini è uno degli spotter italiani più seguiti. Il suo soggetto prediletto sono i velivoli ad ala fissa, ma gli elicotteri restano un sogno dai contorni ben delineati.

Abbiamo chiesto direttamente a lui perché.

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Marco, partiamo da te: quanti anni hai e cosa fa nella vita?

Ho 52 anni e nella vita faccio il bancario.

Quando hai iniziato a fotografare aerei ed elicotteri?

Mio padre era istruttore pilota all’Aeroclub di Forlì, che fungeva da scuola di volo per l’Itaer (Istituto Tecnico Aeronautico, ndr). All’epoca, erano gli anni ‘70-‘80, una significativa percentuale dei piloti italiani  e anche stranieri iniziava il proprio percorso proprio a Forlì. Sono letteralmente cresciuto in un aeroporto e pertanto è naturale che sia diventato un appassionato di fotografia aeronautica.

Quando sei diventato uno spotter?

Ho cominciato a fotografare con una piccola macchina fotografica negli anni ‘80, con modesti risultati, fino a quando, con sacrifici e risparmi, sono riuscito a comprare una Reflex. Dopo il tramonto della pellicola ho smesso di fotografare per molti anni e solo di recente ho riscoperto il piacere della fotografia grazie a Instagram. Forse è proprio iscrivendomi al social sono ufficialmente entrato nella categoria degli “spotter”.

Qual è il tuo elicottero preferito?

In generale mi piacciono gli elicotteri di grandi dimensioni. Il mio preferito è il Sikorsky CH-53, ha una linea elegante nonostante la mole e ha dimostrato versatilità nelle sue varie mansioni: dal trasporto agli impieghi navali fino alle operazioni speciali/CSAR con la versione “PaveLow”. A livello affettivo sono invece molto legato al vecchio HH-3F, l’angelo delle spiagge romagnole. Molti velisti della domenica ne sanno qualcosa…Devo dire che è stato degnamente sostituto dall’HH-101.

E sei anche appassionato di ala fissa.

In tutte le sue declinazioni: sono molto interessato ai convertiplani. Ne ho seguito il travagliato sviluppo sulla stampa specializzata sin dalle origini. Sono orgoglioso che l’Italia sia uno dei pochi paesi all’avanguardia in questo settore con l’AgustaWestland AW609.

Che tipo di operazioni in elicottero preferisci?

Difficile immaginare un mezzo più versatile dell’elicottero, la scelta è veramente ardua. Sicuramente oggi le operazioni che colpiscono più l’immaginario sono le operazioni di Elisoccorso. Tutti noi abbiamo la consapevolezza che in caso di grave incidente ci sarà sempre ed in ogni condizione l’elicottero giallo pronto a portarci in tempo all’ospedale ed il recente sacrificio dell’equipaggio dell’aerosoccorso di Pescara ne è la testimonianza.

Che tipo di strumenti usi per le tue foto?

Oggi è rarissimo poter entrare in un aeroporto a scattare fotografie. Pensate che quando ero giovane ogni aeroporto aveva un terrazzo panoramico aperto al pubblico. Diventa quindi fondamentale possedere un buon teleobiettivo. Utilizzo una Canon 750D con ottica Canon 100-400, che mi permette di scattare buone foto pur estando necessariamente ad una certa distanza dalla pista.È un obiettivo luminoso e soprattutto stabile, qualità molto utile per fotografare gli elicotteri: bisogna mantenere i tempi di posa dell’ordine di 1/80’’per evitare il sync-rate e quello strano effetto ‘rotore paralizzato’.

Pensi che i social media possano aumentare la consapevolezza delle persone sull'importanza per la collettività del lavoro aereo e dell'industria degli elicotteri in generale?

I social media oggi sono un veicolo di informazione importantissimo. Anche l’Aeronautica Militare se ne è accorta ed è molto attiva in questo campo. Attraverso i social, operatori specializzati ed appassionati si scambiano moltissime informazioni e l’interesse per il mondo dell’aviazione resta altissimo.

Purtroppo non è sempre un interesse positivo.

I media tradizionali, è il caso dei fatti in Abruzzo si sono soffermati quasi esclusivamente sugli aspetti catastrofici, mentre sui social è stato dato il giusto risalto al ruolo dell’elicottero nel soccorso alle popolazioni colpite. Forse una maggiore consapevolezza delle capacità operative dei reparti elicotteri italiani avrebbe agevolato le scelte iniziali delle amministrazioni coinvolte.

C’è bisogno di una migliore cultura dell’informazione aeronautica?

L’industria aeronautica è un settore ad altissimo valore aggiunto e l’Italia è ancora ben posizionata a livello internazionale, con grande esperienza e apprezzata qualità di prodotti. Ad esempio AgustaWestland produce una rilevante percentuale degli elicotteri civili e militari utilizzati nel mondo. Ciò richiede grandi investimenti in ricerca e sviluppo, capacità produttive e tecnologiche all’avanguardia e soprattutto una manodopera specializzata che costituisce un insostituibile patrimonio umano. Nel nostro paese sono presenti molte altre industrie grandi e piccole ad altissima tecnologia che operano ai massimi livelli nel settore aerospaziale. Se vogliamo rimanere un paese industrializzato sono eccellenze che devono essere valorizzate. Ben venga dunque l’informazione on-line che permette di approfondire determinati argomenti, di effettuare ricerche specifiche e di partecipare ad eventi.  Le nuove generazioni, soprattutto gli spotter di aviazione che sono in maggioranza giovanissimi, stanno formando parte del proprio background culturale proprio sui social e noto con piacere che non si interessano solo del gossip aerospaziale.

Quali sono gli scatti e le location che sogni di fotografare in qualità di fotografo di aviazione?

Nell’estate 2016 sono andato in vacanza a Lampedusa ed ho lasciato a casa il mio amato teleobiettivo perché temevo si rovinasse nel trasporto. Mi sono mangiato le mani: ho visto decollare e poi appontare un NH-90 da una Fregata della Marina,  classe Bergamini, che operava a poca distanza dalla costa. Il mio sogno èfotografare le operazioni di volo degli elicotteri della Marina, direttamente dal ponte della nave. Forse è irrealizzabile, forse no. Comunque sono fortunato perché abito a poca distanza dal 15° stormo di Cervia e dal 7° Reggimento Vega di Rimini. Insomma un bel elicottero da fotografare lo trovo sempre…

Hai mai pilotato un elicottero?

Non ho mai volato e tantomeno pilotato un elicottero, ma mi piacerebbe tantissimo. Anche questo credo sia destinato a rimanere un sogno nel cassetto…

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