Airbus Helicopters H145: l'Elisoccorso nel DNA

Airbus Helicopters H145: l'Elisoccorso nel DNA

I punti di forza del kit HEMS del "Falco" in dotazione al SUEM 118 di Pieve di Cadore nella nostra intervista a Giovanni Cipolotti, Direttore del SUEM dell'ULSS 1 di Belluno

di Stefano Silvestre

Chi l’ha progettato e costruito lo ha definito “ready for duty” - pronto all’azione. E forse non si tratta di un claim pubblicitario, i medici sono d’accordo: la modularità e la versatilità dell’elicottero bimotore leggero Airbus Helicopters H145, ultimo erede di una famiglia di aeromobili che trova le sue origini nell’iconico BK-117, sono i punti di forza che hanno fatto del bimotore una sicurezza nei cieli dell’Elisoccorso in Italia.

Dopo l’ingresso in servizio a metà 2015, l’H145 è oggi operativo in diverse regioni del nostro Paese con un tasso di disponibilità in linea con gli standard (si parla del 90 per cento) della casa madre e senza aver attraversato significativi problemi di gioventù.

Le performance operative dell’aeromobile da 4 tonnellate sono solo uno dei dettagli che hanno spinto il “145” sempre più in alto nei sistemi 118 del nostro Paese: il vero segreto è custodito dietro i portelloni posteriori clamshell dell’aeromobile, tratto distintivo dell’H145 insieme al rotore posteriore con Fenestron.

L’allestimento HEMS è stato sin dal lancio dell’aeromobile uno dei cardini dello sviluppo dell’elicottero, come abbiamo avuto modo di osservare in occasione di Airmed 2014, un anno prima del debutto italiano dell’aeromobile. Per capire quali siano i punti di forza sul piano sanitario del kit HEMS studiato dal Mecaer Aviation Group per l’H145 abbiamo parlato con Giovanni Cipolotti, medico anestetista e rianimatore, Direttore  del SUEM 118 dell’ULSS 1 di Belluno e, soprattutto, professionista che ha partecipato in prima persona alla nascita dell’Elisoccorso in Italia.

Nella fotogallery: H145 I-SUEM: Il 'Falco" di Belluno

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AIRBUS HELICOPTERS H145: IL KIT HEMS

“Il grande vantaggio sanitario dell’H145 è la sensazione tangibile di trovarsi a lavorare all’interno di un’ambulanza su gomma – spiega il dottor Cipolotti -. L’H145 è stato progettato con il supporto della comunità medica proprio per permettere la massima ergonomia e fluidità dei movimenti del personale. In cabina c’è tutto lo spazio che serve e i diversi layout possono essere rimodulati in tempi brevi".

"La sensazione di ordine è costante in ogni situazione e il merito è di un kit HEMS intelligente - continua il Direttore del SUEM dell’ULSS 1 Belluno -, che riesce nel compito di implementare su un elicottero il know how acquisito dallo viluppo dei layout delle cabine più moderne delle ambulanze su gomma e permette agli operatori sanitari di sentirsi a proprio agio su una vasta gamma di missioni, dal trasporto intraospedaliero al soccorso con verricello”.

La posizione della testa del paziente all’interno della cabina è un altro fattore decisivo. Per l’H145 è stata scelta un’impostazione che ricalca quella delle ambulanze: il sedile del medico si trova esattamente in prossimità della testa del paziente, speculare alla cabina dell’equipaggio di condotta.

“È la posizione corretta, la stessa che si assume per il controllo delle vie aeree o per la broncoaspirazione in sala operatoria  o di rianimazione o, in occasione del trattamento di determinate patologie – osserva il Direttore del SUEM 118 dell’ULSS 1 di Belluno – . Da quel punto di osservazione l’attenzione del medico può infatti passare rapidamente dalla testa al torace e addome, i distretti statisticamente più colpiti dalle diverse tipologie di traumi. 

Nel video: Il debutto in Italia dell'elicottero H145 HEMS

AIRBUS HELICOPTERS H145: L’ESPERIENZA DI PIEVE DI CADORE

Oltre ad aver seguito tutte le fasi che hanno portato all’ingresso in servizio dell’H145 presso la base HEMS di Pieve di Cadore, il dottor Giovanni Cipolotti è anche testimone dell’evoluzione degli elicotteri nell’Elisoccorso italiano. Dopo le prime esperienze nella seconda metà degli anni ’80 ha infatti potuto apprezzare l’avvicendamento di alcune delle macchine più iconiche e di successo, dal BK117 al ‘primo’ EC145.

“I primi elicotteri HEMS erano macchine per trasporto o lavoro aereo semplicemente adattate all’elisoccorso. A bordo c’era una barella, le attrezzature sanitarie indispensabili, medico, infermiere o tecnico del soccorso alpino. Oggi assistiamo a un trend di notevole progresso, soprattutto per lo studio degli allestimenti HEMS: non ci sono più i vecchi, pesanti e voluminosi kit sanitari, ora si privilegia la modularità, che consente di avere a bordo strumenti come la circolazione extracorporea e dopo qualche minuto una nuova configurazione per esempio adatta al soccorso in montagna" – prosegue il dottor Cipolotti.

"L’H145 ha raggiunto un ottimo rapporto costo/benefici - conclude il primario -, è una macchina performante e dalle dimensioni ideali per ogni tipo di intervento, soprattutto in montagna. Per il futuro mi auguro che il mondo aeronautico riesca a crescere al punto da permettere alle eliambulanze di riuscire operare di notte nella stessa forma e misura in cui oggi si opera di giorno. L’esperienza dell’H145 insegna: bisogna perfezionarsi ogni giorno e fissare obiettivi sempre più elevati. Solo così si raggiunge la perfezione tecnica”.  

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