Tutti i fatti sull'incidente del Super Puma in Norvegia

Tutti i fatti sull'incidente del Super Puma in Norvegia

Gli elicotteri EC225 LP non sono stati fermati in tutto il mondo e qualcuno ha lanciato anche una petizione per bloccare tutti i voli dell'aeromobile. Ma Airbus non sospende i voli con l'elicottero

di Stefano Silvestre

Ora che anche i rottami del rotore principale dell'EC225 LP Super Puma della CHC sono stati rimossi dalla sabbia grigia e nera dell'isola di Turoy, restano la rabbia dei parenti delle 13 vittime e una nuova ondata di punti interrogativi sulla sicurezza del trasporto offshore in elicottero.

A tre giorni dall'incidente del Super Puma, fioccano le ipotesi più disparate. C'è chi tira in ballo dei presunti segnali d'allarme comparsi nel cockpit nei giorni precedenti all'incidente, chi punta il dito contro il noto passato di problemi tecnici dell'elicottero, chi è già certo che la trasmissione abbia ceduto di schianto e proiettato il rotore sulla terraferma condannando a morte tutti gli occupanti. Nel Regno Unito, un lavoratore del settore ha anche lanciato anche una petizione per far ritirare il certificato di aeronavigabilità alll'aeromobile di Airbus Helicopters, mozione peraltro già firmata da 5mila persone negli istanti immediatamente successivi allo schianto.

Ma la sicurezza dell'industria aeronautica si basa sui fatti: le ipotesi resteranno quindi tali finché le autorità aeronautiche non stabiliranno l'esatta ricostruzione della catena di eventi che hanno portato in ultima analisi all'incidente e alla perdita di vite umane. Per sapere cosa è successo davvero al Super Puma bisognerà quindi aspettare con ogni probabilità alcuni mesi, quando l'AAIB e le autorità norvegesi avranno concluso le loro analisi sull'accaduto.

Ecco tutti i fatti noti sull'incidente del Super Puma in Norvegia del 29 aprile 2016.

I SUPER PUMA NON SONO STATI BLOCCATI IN TUTTO IL MONDO

Gli elicotteri EC225 LP sono stati messi a terra da due autorità aeronautiche internazionali, quella norvegese e la CAA britannica. Le azioni intraprese negli altri Paesi che hanno comunicato di aver bloccato i Super Puma sono state quindi decise su discrezione dei singoli operatori.

Ad oggi, i provider CHC, Bristow e la belga NHV (attivi nel Regno Unito) hanno fermato le loro operazioni con gli EC225 in tutto il mondo.

Stesso discorso per il colosso petrolifero Petrobras, attivo in Brasile.

LA REAZIONE DI AIRBUS HELICOPTERS

Inizialmente Airbus Helicopters ha supportato il blocco delle operazioni con i Super Puma:

Dopo l'analisi degli eventi, il costruttore ha cambiato radicalmente posizione:

“Considerando le informazioni addizionali raccolte nelle ultime 48 ore – si legge in una nota diffusa dal costruttore domenica 1° maggio – la decisione di Airbus Helicopters in questa fase è di non sospendere i voli di qualsiasi tipo con l'elicottero EC225 LP”.

LE REAZIONI DELL'INDUSTRIA

La British Airlines Pilots Association (Balpa), che più volte ha puntato i riflettori sulla sicurezza del settore offshore, ha parlato attraverso il segretario generale Jim McAuslan. L'opinione del sindacato piloti britannico è che l'eco dello schianto in Norvegia, Paese con un “buon record di sicurezza”, si diffonderà presto in tutta l'industria.

“La comunità interazionale dei piloti è unita nel chiedere di fare luce sulle cause dell'ultimo incidente, per capire cosa si può imparare anche da questa terribile esperienza”, è il commento di McAuslan.

Intanto, secondo quanto segnala il Wall Street Journal, gli operatori offshore attivi nel Mare del Nord sarebbero al lavoro per approntare piani di backup a seguito del blocco delle macchine nel Regno Unito e in Norvegia.

CHC ha deciso, sul breve termine, di aumentare la capacità puntando su due rinforzi, un Sikorsky S-92 e un Finmeccanica (ora Leonardo) AW139.

TRA LE VITTIME L'ITALIANO MICHELE VIMERCATI

La tragedia in Norvegia ha toccato da vicino anche l'Italia. Tra le 13 vittime c'era anche un professionista stimato e piuttosto noto nella community del nostro Paese: Michele Vimercati, 45 anni, di Cerro Maggiore.

Pilota esperto, ex Aeronautica Militare, era in Norvegia da 6 anni e pilotava per conto della Statoil.

INCIDENTE SUPER PUMA : I PRECEDENTI IN NORVEGIA

Con lo schianto di venerdì 29 aprile, salgono a 59 le vittime complessive di incidenti in elicottero registrati nel settore offshore in Norvegia negli ultimi 50 anni. L'ultimo episodio risale al 1997, quando un Eurocopter AS 332L1 Super Puma precipitò a 200 km da Brønnøysund provocando la morte di 12 persone.

Il disastro era stato attribuito alla rottura di un componente della trasmissione.

INCIDENTE SUPER PUMA : I QUATTRO CASI IN SCOZIA

Sono invece quattro i precedenti nel Regno Unito, Due risalgono al 2009, anno in cui è avvenuto il caso principale.

Nel febbraio 2009 un EC225 era ammarato a poca distanza da una piattaforma BP a 125 miglia da Aberdeen. Tutti e 18 i passeggeri riuscirono a salvarsi, l'incidente fu attribuito a un mix di errori umani e tecnici. 

Due mesi dopo, l'episodio più grave. Nell'aprile 2009 un Super Puma AS332 L2 (G-REDL) è precipitato nel mare del Nord, a 190 km ad est di Aberdeen, in Scozia. L’elicottero, operato da Bond Helicopters, era impiegato per il trasporto degli impiegati dalla Kca Deutag Drilling di Aberdeen alla piattaforma della British Petroleum e viceversa. Nell’incidente sono morti 14 operai e due membri dell’equipaggio.

Nel 2012 era invece toccato a un Super Puma della CHC (G-CHCN), ammarato nel Mare del Nord a Sud delle isole Shetland con 19 passeggeri a bordo: tutti i passeggeri sono rimasti illesi.

Stesso scenario, sorte meno favorevole per l'incidente del 2013, quando un altro AS332 L2 (G-WNSB) di proprietà della CHC, è invece caduto nei pressi dell'aeroporto di Sumburgh (nelle isole Shetland, Scozia). Nell'incidente avevano perso la vita 4 dei 16 passeggeri, rimasti intrappolati nell'elicottero a seguito dell'ammaraggio.

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