"Airbus Helicopters seguirà i suoi clienti in tutto il mondo"

"Airbus Helicopters seguirà i suoi clienti in tutto il mondo"

La nostra intervista esclusiva con il CEO Guillaume Faury: dalla gara in Polonia al futuro dell'industria fino alle evoluzioni della HGeneration

di Nicola Zamperini e Stefano Silvestre

Airbus Helicopters si prepara a un altro anno di trasformazione. Dopo l'avvio del nuovo corso guidato dal CEO Guillaume Faury, una strada caratterizzata da una maggiore attenzione al brand (come dimostrano i nuovi adottati esattamente un anno fa) e da una grande dedizione nei confronti del cliente, il costruttore franco tedesco è pronto a nuove sfide in Europa e Asia.

Nonostante la complessa situazione dell'industria oil and gas, per cui le prospettive resteranno oscure per almeno un altro anno, Airbus Helicopters ha continuato a investire in nuovi progetti (l'H160, ma anche i recentissimi sviluppi sulla customer care e per il settore Difesa) e nei mercati di riferimento, come dimostra l'annuncio delle nuove catene di montaggio in Romania e in Cina.

In occasione dell'HAI Heli Expo 2016, abbiamo avuto modo di parlare direttamente con il CEO Guillaume Faury del futuro dell'azienda e dell'industria degli elicotteri.

Mr Faury, Airbus Helicopters ha chiuso il 2015 rafforzando la propria leadership di mercato nonostante un importante calo della domanda. Quali sono le prospettive a medio termine per l'industria degli elicotteri?

Fare pronostici in questa situazione è molto complesso. La velocità a cui si è sviluppata la crisi dell’oil and gas e del mercato HEMS negli Usa ha stupito tutti. È vero, ci sono anche cause regolamentari, è il caso dell'Elisoccorso negli Stati Uniti. Ma bisogna valutare anche i cambiamenti geopolitici in Medio oriente, in Russia e l'importante tema dei rifugiati in Europa. L'unica certezza, nel breve periodo, è che ci saranno meno fondi da investire e un sempre maggior numero di requisiti industriali specifici, non solo per l’industria degli elicotteri. La nostra strategia è diversificare: se si è troppo specializzati si può avere successo un giorno e fallire quello seguente, quindi puntiamo a offrire un portfolio macchine più completo possibile.

Airbus Helicopters è nel pieno di un processo di trasformazione iniziato ormai da due anni. Gli obiettivi restano quelli prefissati o c'è bisogno di un cambio di strategia?

Dobbiamo essere bilanciati e flessibili ai cambiamenti del mercato. Si dice che quando non è possibile fare pronostici, bisogna dare forma ai propri obiettivi. Il nostro è mettere il cliente al centro. Per questo a HAI Heli Expo 2016 abbiamo portato macchine costruite per la comunità degli elicotteri, una diversificazione che ci vede vincenti al momento. Ma resta grande incertezza nell'industria, dal nostro canto proveremo a rafforzare le sinergie tra i sistemi prodotti per minimizzare gli investimenti, una strada fortunatamente già intrapresa da tutta l’industria.

Nella fotogallery: HAI Heli Expo 2016: Airbus Helicopters

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Cina, Europa o Stati Uniti? Quale sarà il mercato di punta dei prossimi anni?

Direi tutti e tre. Continueremo a prestare attenzione all'Europa e agli Stati Uniti, Nonostante le difficoltà, le peculiarità e la complessità restano mercati importanti e particolarmente attivi. Negli USA, per fare un esempio, metà della flotta civile ha più di 20 anni, quindi ci sarà presto bisogno di un rinnovo del parco macchine e si apriranno molte opportunità. La Cina è stata invece per il secondo anno di fila il secondo mercato più importante sul piano delle quote di mercato di Airbus Helicopters. Il mercato è in depressione ed è meno esplosivo del previsto, ma il business degli elicotteri in Cina è in rapida ascesa. La domanda è elevata e il potenziale di mercato è enorme. In generale, investiremo nei mercati già acquisiti e anche per il futuro nei paesi in via di sviluppo.

Anche in quelli in cui la crescita è meno rapida rispetto alle previsioni, come in Brasile? Con Helibras avete una presenza importante in Sudamerica.

In determinati mercati si denota effettivamente una crescita molto più lenta del previsto, soprattutto in base alle valutazione precedenti alla crisi dell’oil and gas. Come avete accennato è il caso del Brasile, che si trova oggi in una situazione particolarmente delicata, particolarmente costosa, in cui è più complesso fare investimenti. Ma continueremo a supportare i nostri clienti, a trovare soluzioni per loro, resteremo un player importante. Il mio messaggio è semplice: non passeremo da una priorità all'altra, abbiamo una community di clienti, resteremo rivolti a loro in ogni luogo siano operativi.

Che aspettative avete per l'Africa?

L'Africa resta un mercato dalle dimensioni più contenute e al momento restiamo molto prudenti. Sta crescendo a un buon passo, ma l’impatto del oil and gas è già percepibile anche in quel continente: nella nostra opinione l'Africa non sarà il mercato più grande di questo decennio, lo sarà nel decennio successivo al successivo.

C'è invece fiducia per il settore militare, a Louisville avete presentato il vostro nuovo sistema d'arma modulare Hforce.

Il business commerciale è in difficoltà e permangono conflitti sparsi e problemi di sicurezza in vari punti del mondo. Il mercato militare è quindi in ascesa, c'è grande domanda e ci sono potenziali investimenti. Gli elicotteri, naturalmente, giocano un ruolo di primo piano dell'hybrid warfare dei conflitti recenti. Mi trovo spesso a colloquio con il capo dello staff delle forze armate francesi, il suo parere è che oggi, senza gli elicotteri, non si potrebbe semplicemente operare. Non è un segreto, visto che gli aeromobili sono al centro di manovre come il dispiegamento rapido delle truppe e la raccolta di informazioni. Da soli gli elicotteri non bastano, ma sono un elemento centrale in un ambiente di guerra ibrida moderna.

La gara in Polonia è in stallo. Che è successo?

C'è stata una gara con tre competitor, noi abbiamo ascoltato i bisogni delle forze armate locali e abbiamo risposto con un prodotto che incontra tutti i requisiti obbligatori. E lo abbiamo fatto nel tempo prestabilito e dopo la selezione di un comitato che ha eletto l'H225M come il prodotto più completo per quel bando. Con il cambio di governo, come succede in ogni nazione, è avvenuta una revisione dei conti per gli investimenti importanti, non solo per la Difesa. Il bando per gli elicotteri della Polonia è stato quindi sottoposto a una revisione di spesa.

Il contratto non è ancora stato firmato.

Siamo ancora in fase di colloquio. La stampa è però entrata in agitazione, anche a causa di pressioni esterne provocate nel tentativo di dirottare il processo di selezione verso altri produttori e avvantaggiarsi dal post elezioni. Le negoziazioni per gli offset sono al momento ferme, le trattative sono invece riprese a gennaio con il nuovo ministero dello sviluppo economico, che farà le sue valutazioni. Sono fiducioso sulle possibilità di chiusura del contratto e sulle nostre possibilità di essere un buon partner militare per la Polonia, sulla scia di quanto già fatto con il settore HEMS per il ministero della Salute.

Si parla spesso di problemi legati all'impiego di manodopera locale. È davvero così?

Una breve premessa: l'H225M sarà costruito in Polonia e non andrà a sostituire macchine di Sikorsky o Finmeccanica, ma prenderà il posto dei Mi-8 e Mi-17. Dico questo perché bisogna capire come non esista su questo punto differenza tra noi e un altro costruttore: chi annuncia di essere intenzionato a favorire l'impiego di forza lavoro locale selezionando altri elicotteri, prova a manipolare l'opinione pubblica con valutazioni errate. Non si perderanno posti di lavoro per colpa di Airbus Helicopters, semplicemente perché quei posti di lavoro non sono mai esistiti. L'unico asset presente era la manutenzione degli aeromobili di fabbricazione russa, peraltro compiuta attraverso un nostro partner.

Passiamo all'ultimo nato della H Generation, l'H160. Nei mesi scorsi su Helipress avevamo parlato in esclusiva di un futuro modello H150, della stessa categoria dell'AW169. Conferma o smentisce?

Tutto è possibile. Abbiamo appena lanciato l'H145 che è dotato di avionica Helionix al pari dell'H160, a breve dell'H135 e del supermedio H175. Il nostro portfolio copre oggi tutti segmenti, mentre l'H145 è l'elicottero con il maggior successo da due anni a questa parte, c'è ancora tanta domanda per questa macchina. Non ci siamo ancora chiesti se c'è bisogno di un successore, pensiamo che l'H160 sarà un grande successo sul mercato e abbiamo già lanciato la concept phase dell'X6. Vedremo come evolverà il mercato.

In Italia è in rapido avanzamento l'implementazione di procedure PBN per il settore dell'Elisoccorso. La svizzera REGA sta andando nella stessa direzione. Che elicotteri vedremo nei prossimi anni?

Tutte le strade portano verso una maggiore assistenza in volo, verso l'automazione e naturalmente verso la sicurezza. Non solo per il segmento HEMS, ma anche per l'offshore nonostante la crisi attuale. Airbus Helicopters è leader in una serie di aspetti legati all'automazione dei processi in volo, anche decisionali, come dimostra il nostro autopilot. Il disegno generale prevede l'espansione della gamma di dispositivi in grado di aumentare la pilot awareness e quindi la sicurezza, come la visione sintetica, la flight envelope protection, l'adozione di sensori per il volo in white out e brown out, FLIR, NVG. E tutti dovranno essere impiegati in combinazione. Non si tratta solo di navigazione, l'automazione dovrà ridurre il carico dei piloti e l'impatto del fattore umano.  

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