Un HAI Heli Expo 2016 su misura per gli USA

Un HAI Heli Expo 2016 su misura per gli USA

Le nostre prime conclusioni alla vigilia della chiusura della manifestazione di Louisville e alcune domande all'Helicopter Association International

di Nicola Zamperini

LOUISVILLE (KY) - C'era una volta il più importante show dell'industria elicotteristica mondiale. Usiamo il passato perchè quella manifestazione oggi ha cambiato aspetto. E' diversa. Forse ugualmente grande, con lo stesso numero di stand e di espositori. Probabilmente con lo stesso numero di giornalisti accreditati. Ma le similitudini con le edizioni passate si fermano qui. 

In chiusura di Hai Heli Expo 2016 proviamo a trarre qualche prima conclusione. 

Louisville è una splendida città e il Kentucky un posto amabile, ma come location di una fiera dedicata all'industria degli elicotteri non funzionano. Distanti da luoghi simbolo, senza una particolare tradizione di volo, complicati da raggiungere se non si è statunitensi. Il Kentucky Exposition Center di Louisville è grazioso, ampi parcheggi, forse molto - molto - economico per gli organizzatori, ma davvero non si capisce il perché di questa scelta. Se ci sono delle ragioni chiediamo all'Helicopter Association International di spiegarcele. Noi, da soli, non le abbiamo capite. Molti hanno preferito non partecipare, altri invece hanno deciso di essere presenti a ogni costo, in ogni caso, non pensiamo di essere i soli ad aver bocciato la location.

Parlando con espositori piccoli e grandi la sensazione di un flop è evidente. Uno di essi ci ha confessato che lo stand accanto al suo non ha avuto nemmeno un visitatore. E che lui stesso ci penserà due volte a tornare dall'Europa. I costi nel complesso risultano proibitivi: per uno spazio davvero modesto, tavolo, qualche metro quadro e due sedie - cui bisogna aggiungere allestimento, elettricità, spedizione del materiale, volo, vitto e alloggio - siamo tra i 5 e i 10mila dollari. Di questi tempi non è poco, soprattutto se vanno via in 4 giorni di fiera meno di 100 cataloghi.  

Al termine della giornata di giovedì, i contenitori delle borse omaggio di Hai Heli Expo erano ancora pieni. O le stime erano sbagliate in eccesso oppure è un fatto che da solo potrebbe restituire la misura della partecipazione di pubblico. Attendiamo però le cifre sui visitatori per fare una valutazione anche su questo fronte. 

Per fortuna l'anno prossimo andremo a Dallas, almeno lì la ragione sarà chiara. E in questo senso Bell, che in Texas ha il suo quartier generale, dovrà dimostrare di saper fare il padrone di casa.

E proprio nel line-up ell'azienda posseduta dal gruppo Textron compare l'aeromibile che ha avuto maggiori attenzioni da parte del pubblico. Stiamo parlando del tilt-rotor V-280 Valor. Un mega mockup che ha attirato frotte di rotografi e curiosi. Per il resto l'interesse è andato equamente diviso tra l'AW169 in assetto Hems di Finmeccanica Helicopter Division e il Bell 525 Renteless. Le uniche novità, con macchine vere e volanti, viste in una manifestazione così importante da un anno e mezzo a questa parte.

Perchè, ed ecco la seconda ragione per cui pensiamo che Hai Heli Expo sia costruita su misura per il mercato e gli appassionati statunitensi, di notizie importanti ne abbiamo ascoltate davvero poche. Forse è il caso di cominiciare a ragionare - come accade per altre manifestazioni simili - sull'ipotesi di mettere in calendario edizioni biennali.

Ogni due anni le novità ci sono, si possono presentare in tutto il loro splendore. E non si "costringono" gli operatori a esserci a ogni costo. Comprendiamo le ragioni del business (una fiera è un business nel più grande business del mercato elicotteristico) ma così ha davvero poco senso. Quali sono le big news di questa edizione? Quali le novità assolute presentate? Davvero poche.

Molti, come al solito, gli annunci degli accordi economici, ma non occorre arrivare in Kentucky per presentare un deal. Gli affari si comunicano da casa, se non sono proprio stratosferici. Le fiere servono per mostrare, per far vedere le macchine. Consentono agli appassionati di fotografarle e ai buyer di cominciare a pensare se acquistare oppure no.

Con un'industria in crisi, forse, la Helicopter Association International dovrebbe spendere la sua autorevolezza per promuovere iniziative simili in altre parti del mondo. Per migliorare le fiere esistenti. Per convincere gli espositori a essere presenti.

 

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