"Elicotteri, natura e fotografia: vi presento l'Austria"

"Elicotteri, natura e fotografia: vi presento l'Austria"

Bernhard Stessl, pilota di 34 anni da St. Martin bei Lofer ci racconta come è passato dai negozi di sport a ciclico e collettivo (e come è diventato un rotographer)

di Nicola Zamperini

“Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare.”. L'aforismo lo conoscono in tanti, piloti e non: è semplicemente Leonardo da Vinci che anticipa di 500 anni il presente.

Non stupisce che quella massima sia presente (tradotta in inglese) sui profili social di Bernhard Stessl, pilota di elicotteri di 34 anni da St. Martin bei Lofer, in Austria. Bernhard vive in un'area che fa gola a piloti e appassionati di fotografia per almeno un paio di motivi molto semplici: le Alpi sono una fonte inesauribile per il lavoro aereo e sono una meta storica e ricca per chi cerca scatti d'autore.

A noi interessa chi ha fatto di entrambe quelle attività la passione di una vita: i rotographer.

Bernhard, come hai iniziato la tua carriera con gli elicotteri?

“Ho sempre sognato di diventare pilota, da quando ho ricordi. Ma ho dovuto iniziare da lontano, da parecchio lontano direi: prima di mettermi ai comandi di un aeromobile ho lavorato nel commercio, soprattutto di merci sportive. Poi, quasi per caso, sono salito per la prima volta a bordo di un elicottero grazie all'aiuto di alcuni familiari. E da lì il passo è stato relativamente facile: pilotare era quello che volevo. Crescere in una famiglia che è a contatto con il mondo dell'aviazione è una fortuna enorme per chi vuole lavorare nell'industria, non è un segreto”.

Oggi lavori con la Wucher.

“Per adesso sono un assistente di volo. Ho preso la licenza PPL-H nel 2008 e mi resta ancora qualche step per completare la CPL-H. Un bel salto in avanti, a livello professionale”.

Nella fotogallery: Le foto migliori di Bernhard Stessl

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  • Foto n. 2
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  • Foto n. 9
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La passione per le foto è nata prima o dopo gli elicotteri?

“Sono sempre stato un fotografo amatoriale. E gli elicotteri sono stati sempre il mio soggetto preferito, visto che è relativamente semplice combinare gli scatti con panorami naturali. Ho iniziato a collezionare i miei scatti a partire dal 2001, l'anno in cui ho iniziato a volare”.

Il tuo elicottero preferito?

“L'AS350 B3. E, potendo sceglierne un secondo, prendo il SA315 Lama. Sono entrambe macchine strabilianti e le loro performance ad alta quota sono incredibili. L'Ecureil, poi, è il jolly dell'industria degli elicotteri, un monomotore con cui si può fare di tutto, dal trasporto passeggeri alle riprese cinematografiche fino alla ricerca e soccorso”.

La Wucher è famosa proprio per quel tipo di operazioni.

“Sono le missioni che preferisco insieme al monitoraggio delle valanghe, alla prevenzione caduta massi sulle strade e il trasporto verso i rifugi. Diciamo che in Austria, se ami questo tipo di missioni, il lavoro non manca”.

Che strumenti usi per le foto?

“Niente di estremo o particolare. Mi affido alla fotocamera dell'iPhone, alla mia GoPro e ad una compatta Samsung NV11. Per Instagram mi affido ai filtri che fornisce l'app, ma è solo un vezzo. Ma ho in programma di aggiornare il tutto a un livello superiore”.

Ti abbiamo conosciuto su Instagram, sei in gara per il nostro Winter Photo Contest 2015: che pensi dei social network?

“Penso che le foto siano il mezzo più importante per rappresentare il lavoro aereo e renderlo immediatamente comprensibile alle persone. Credo che sia importante far comprendere come gli elicotteri riescano a raggiungere luoghi impossibili per tutti gli altri mezzi, non solo quelli su gomma. Grazie ai social network, il messaggio arriva più lontano e più velocemente che mai e oggi l'intero settore ne gode, sia in termini di visibilità che in termini di pubblicità”.  

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