Terremoto in Nepal: "Vi racconto i soccorsi sull'Everest" -FOTO

Terremoto in Nepal: "Vi racconto i soccorsi sull'Everest" -FOTO

La testimonianza di Maurizio Folini, guida alpina e pilota, sul soccorso in alta quota durante il sisma. "Danni ingenti anche in montagna"

di Francesco Marino

“Il ruolo degli elicotteri nel terremoto in Nepal, specialmente sull'Everest, è stato determinante”. A raccontarlo a Helipress è Maurizio Folini, guida alpina e pilota valtellinese, è uno che quei territori li conosce bene.

Nel 2013, ha effettuato un salvataggio in long line sull'Everest a 7.800 metri, la quota più alta di sempre. E, anche nel corso degli ultimi mesi, ha lavorato nel soccorso in alta quota nepalese.

Nella fotogallery: Le immagini dal Nepal di Maurizio Folini

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TERREMOTO NEPAL, IL RACCONTO DI MAURIZIO FOLINI

Folini era in Nepal anche il 25 aprile 2015, il giorno del terremoto che ha cambiato la storia del Paese, causando oltre 10.000 morti. “Il sisma ha causato una valanga che ha squarciato in due il campo base dell'Everest, causando circa 20 morti e 70 feriti – racconta a Helipress -. Ai campi alti c'erano 180 persone bloccate. Il mio lavoro è stato portare tutti i feriti ai vari ambulatori presenti nella valle del Khumbu”.

È stato soprattutto in questo contesto che gli elicotteri si sono rivelati determinanti. “I primi due giorni c'erano 3 aeromobili, tutti AS350 B3, i più adatti al soccorso in alta quota – spiega Folini -. Poi, sono rimasto da solo per terminare le operazioni di evacuazione”.

IL RUOLO DEGLI ELICOTTERI

Gli elicotteri, naturalmente, non hanno operato solo sull'Everest. Altri 13 elicotteri civili, in parte commissariati dal Governo nepalese, hanno prestato aiuto nelle zone dove il sisma ha colpito più duramente. Anche l'India ha inviato 6 mezzi, 4 MI-17-V5 e 2 MI-17 dell'Aeronautica militare, fondamentalmente utilizzati per il rimpatrio dei propri cittadini.

IL BILANCIO DEL TERREMOTO IN NEPAL

“La zona del Langtang, al confine col Tibet, è stata tra le più colpite: alcuni paesi sono scomparsi dalla cartina geografica – sottolinea Folini -. Anche in montagna, infatti, ci sono state vittime e danni ingenti a case, strutture scolastiche, ospedaliere e monasteri”.

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